Il libro

Parole nude nasce dall’urgenza di dare voce a ciò che spesso resta ai margini: fragilità, corpi, desideri, esclusioni, ferite sociali.

Il libro attraversa il presente con uno sguardo insieme civile e intimo: dalla marginalità urbana alla guerra, dagli hikikomori ai corpi giudicati, dalla memoria del dolore alla possibilità della cura.

La scrittura cerca una lingua diretta, antiretorica e antilirica, capace di attraversare il dolore senza addolcirlo. In queste pagine la parola diventa gesto di resistenza contro l’indifferenza, la produttività e il rumore del mondo.